La locandina di Jules e Jim

445f12ed27fcc08f447cf29e3ceb916b.jpgf65ce854b320dc3c3819233ff4b31b8f.jpgc1cdd0fd527c43bf097d10dbc52d39aa.jpgf1cec4016518b8799e70763370a58fe6.jpg7c957a90a21e380b3f56cdb531e58271.jpg47a1582818b253b391ac4044b4e42869.jpgLa corsa è due cose: fuga, dalle deflagrazioni atomiche, ad esempio, e da tutti gli orrori insostenibili della vita; ma può essere accellerazione del compimento del proprio destino, vero o presunto tale: in questo secondo caso la meta può essere la morte (riscattata soltanto dall’immagine eroica dello slancio). 

Michelangelo Pistoletto, L’etrusco

0201b59941afbba895f2c46c1653b2ea.jpg9731a26ee0f716e796ae46ff6804ca60.jpg7cae582bd7d1eb769530cb2f32fec4f5.jpgLo specchio di Michelangelo Pistoletto reinventa l’antico gesto etrusco in una carezza, recuperando così il mito di Narciso; Munoz usa lo stesso metodo per rivelare il senso di uno dei sorrisi più inquietanti mai visti; nella rilettura di Las Meninas non c’è più spazio per lo specchio, o forse il quadro stesso è lo specchio attualizzante dell’originale di Velazquez. Munoz e Equipo Cronica (?) sono in mostra a Palermo9a66c2c5df50d86e33153e9af9d91502.jpg, a Palazzo Sant’Elia.